Correre, Camminare Respirare

Correre, Camminare Respirare

Correre, mi sembra di avere sempre corso in vita mia.
Torno indietro con la memoria, mi vedo bambina, in bicicletta, con mio cugino ad inventare sempre nuovi percorsi sul mio splendido, immenso prato.

Poi, inseguire il mio primo cane, un cocker dorato e adorato, per cercare di catturarlo nei suoi rapidi movimenti.
Le spericolate corse in slitta, dopo l’ ennesima abbondante nevicata, nei boschi incantati del Renon.

Anche i miei amatissimi levrieri, compagni di vita, sembrano sottolineare questo bisogno di correre sempre. Loro che per struttura fisica e mentale rappresentano così chiaramente l’ essenza pura del movimento.

Arriva sempre il momento di rallentare, per tutti. Dopo anni di corse in montagna, allenamenti all’ alba, gare lunghe e faticose, è arrivato il momento di respirare.
Respirare, il gesto più spontaneo, naturale e allo stesso tempo indispensabile.

Per anni amiche e amici che mi raccontavano di quanto fosse rilassante concentrarsi sul respiro, mi sembavano persone troppo lontane dal mio modo di vivere.
Io non ne ero capace. Non riuscivo a trovare il tempo di ascoltare neanche un solo respiro
Non avevo tempo, mi dicevo, tra bambini da crescere, corse che mi ritagliavo nel poco tempo libero, figurati se potevo ascoltare il mio respiro.
Poi piano piano ho cominciato a rallentare e lo sto ancora facendo.

Ho scoperto un sapore nuovo e sorprendente in tutte le cose che mi circondano,
Sto trovando una dimensione diversa con la realtà che attraverso ogni giorno.
Finalmente la panchina che vedevo distrattamente passandoci di corsa è, adesso, diventata meta di soste prolungate.

colori, i profumi, i rumori, che ho sempre percepito, si sono improvvisamente dilatati e hanno più colore, più profumo e più rumore di prima.

Nelle mie riflessioni solitarie, sorrido, pensando a quanto tempo ci vuole, talvolta, per riuscire a cambiare punto di vista e gustare le piccole semplici cose dal sapore così intenso.

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