Temporali. Squali e pesciolini.

Temporali. Squali e pesciolini.

Sono giorni difficili.

Non scrivo mai cose personali nel blog e non lo farò neanche oggi.

Ma ieri in mezzo ad un temporale che profumava di fresco e di pioggia ho pensato.

Ho pensato alla scelta di non avere l’ombrello.

Non averlo significa ritrovare e rispettare il ritmo della natura.

Vuol dire pensare ad un riparo che in una giornata di sole non avresti visto.

Anche nella vita.

I temporali nella vita succedono spesso.

Nel lavoro.

In famiglia.

Negli affetti.

In questi giorni sono costretta a passare spesso in ospedale.

Uno dei tanti temporali.

Un ambiente dove la fatica e la sofferenza sono papabili.

E allora succede che in mezzo al temporale più intenso, appaia uno squarcio di sole.

Che nella vita diventa il sorriso rubato di un bambino incontrato in ascensore.

L’abbraccio silenzioso dei figli adolescenti quando la sera rientri stanca e con le emozioni in subbuglio.

Perché il tuono precede la luce.

Perché adoro i temporali.

Perché la pioggia scarica di tutto e alleggerisce.

Ma soprattutto penso sempre al raggio di sole che seguirà.

Cerco di avere fiducia.

Cerco di convincermi che gli ‘squali’ che si incontrano anche nell’ambiente green, del quale mi occupo, incontreranno presto il loro temporale.

Continuo a credere che la passione e il sentimento che mi portano a creare cose belle e innovative siano la giusta energia per andare avanti e non occuparmi di chi agisce con arroganza e supponenza.

Continuerò ad essere il pesciolino che nuota controcorrente nell’oceano in mezzo agli squali.

Continuerò a non portare via l’ombrello con me.

Continuerò ad avere un contatto autentico e aperto anche verso i temporali.

Verso la luce.

Continuerò a guardare verso le schiarite.

E forse anche l’arcobaleno.

Ad ognuno il suo temporale.

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